NAPOLI, INCENDIO DIVAMPA IN UN CAMPO NOMADI

Posted: 30 gennaio 2012 in CRONACA
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DUE INCENDI IN QUATTRO GIORNI, INDAGINI NON ESCLUDONO AZIONE DOLOSA

A Napoli tragedia scampata solo per miracolo, ieri notte nel campo nomadi di via Umberto Maddalena, vicinissimo all’aeroporto di Napoli Capodichino, un gravissimo incendio si è propagato nella baraccopoli, e solo grazie all’imponente schieramento di vigili del fuoco si è evitata la tragedia. Le squadre intervenute dopo aver salvato donne e bambini, hanno evitato che le fiamme altissime, alimentate dal forte vento e dalle bombole del gas che intanto esplodevano, potessero propagarsi dalle baracche alle fabbriche presenti nella zona, tra cui una di solventi chimici e un’altra dove c’erano invece contatori del gas.

Questo però non è l’unico incidente di questo tipo. Solo quattro giorni fa un altro incendio, per quanto di minore intensità, si era diffuso nel campo bruciando diverse baracche.

Difficile al momento stabilire se i due episodi siamo stati originati solo dal degrado e dal freddo, che costringe i rom a dormire con stufe accese durante la notte. Al vaglio degli inquirenti vi sarebbe anche la possibilità che i due roghi abbiano origine dolosa. Il campo rom sorge, infatti, nelle adiacenze dell’ex stabilimento della Coca Cola e non stupirebbe se qualcuno fosse interessato a veder finalmente sgomberata la zona.

Resta comunque una considerazione da fare, e cioè che nel nostro paese ogni anno, soprattutto nei mesi invernali, sono numerosi gli incendi di baracche e roulotte dove abitano i rom, e purtroppo ci sono, troppo spesso, delle vittime innocenti, soprattutto bambini. Ieri quello che è accaduto a Napoli poteva dar luogo ad una vera e propria carneficina. Sarebbe ora che i comuni adottassero una politica di rigore nei confronti di questi campi: consentirne l’esistenza sul territorio nazionale, ma sotto stretto controllo legale e socio sanitario, oppure vietarli. Questi campi, almeno per la maggior parte, sono fucine di criminalità e delinquenza, oltre ad essere di per se posti di degrado sociale e di perenne rischio per chi vi abita e per chi purtroppo è costretto a vivere nelle vicinanze.

Il problema dei Rom nel nostro territorio non dovrebbe essere affrontato solo in momenti di campagna elettorale, ma dovrebbe esservi un’unica disciplina a livello nazionale con leggi inderogabili. L’Italia non è il solo paese a ospitare questa minoranza nomade. Stando a una statistica pubblicata recentemente dal Der Spiegel, che non  è propriamente attendibile, per l’impossibilità di censire questa minoranza errante, in Europa i Rom sono quasi circa 9 milioni e solo 130.000 vivrebbero in Italia, contro i 700.000 di Spagna e 310.000 della Francia.  Tuttavia nel nostro paese, a differenza di quanto accade in altri stati, la politica finora adottata è stata quella di ignorarli, lasciando ricadere il peso del degrado sugli accampamenti e soprattutto sui cittadini che vivono nelle aree circostanti. Non ha portato a nulla dare piccoli premi ai nuclei famigliari che dichiarano di voler fare rientro nel loro paese, infatti, questo denaro serve, per stessa ammissione dei rom, a fare viaggi di qualche settimana Romania per trovare amici e parenti, per poi tornare a vivere nei campi in Italia.

E’ facile rendersi conto che l’ingresso della Romania nell’UE ha complicato la situazione, e questo è l’ennesimo esempio di poca lungimiranza da parte dell’UE. Però vi sono comunque  delle regole da rispettare, per chi sceglie di vivere all’interno dei nostri confini nazionali, a partire dall’obbligo di scolarizzazione che non dovrebbero essere in alcun modo trasgredito, se si vuole assicurare un futuro anche a chi ha la sfortuna di nascere nei campi nomadi, in modo da insegnare a questi bambini, che in qualche modo, esiste una realtà alternativa alla loro in cui integrarsi e magari ispirarsi per migliorare la propria vita da adulti.

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