DAVIDE CONTRO GOLIA, LA PROCURA DI TRANI SFIDA IL COLOSSO AMERICANO DEL RATING: Standard & Poor’s sotto inchiesta

Posted: 20 gennaio 2012 in ECONOMIA
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Nella mattina di ieri, 19 gennaio, sono iniziate le perquisizioni della Guardia di Finanza presso la sede via San Giovanni sul Muro a Milano. Le indagini sono coordinate  dal pm di Trani Michele Ruggiero, che ha aperto un’inchiesta in seguito alle denunce presentate proprio nella procura di Trani dalle associazioni Adusbef e Federconsumatori.

Ma cerchiamo innanzitutto di capire chi sono gli attori di questa iniziativa che appare improbabile, come lo scontro di Davide contro Golia, sfidando la potenza e il dominio delle tanto chiacchierate agenzie di rating americane.

Il pm Michele Ruggiero è da circa 4 anni a Trani e si è occupato principalmente di reati ambientali e della pubblica amministrazione. Le inchieste che gli hanno dato notorietà sono tre: la prima condotta tre anni fa a Canosa di Puglia, dove fece arrestare 13 persone che furono tutti prosciolti dal gup; la seconda fu un’importante indagine sugli ispettori del lavoro che si concluse con 19 condanne e 9 proscioglimenti; la terza inchiesta riguardò invece l’American Express per presunti tassi usurai applicati alle carte blu e gold.

L’altra importante figura è quella del procuratore capo di Terni Carlo Maria Capristo, figura piuttosto controversa nella magistratura che negli anni 90 indagò a Bari sull’incendio al Teatro Petruzzeli, conclusa con il proscioglimento dei principali indagati e con lunghe polemiche  per l’interrogatorio fatto ad un musicologo, Pierpaolo Stefanelli, che fu appunto sentito dal procuratore senza l’assistenza di un legale,  mentre in un letto giaceva morente. L’ altra inchiesta che rese popolare il nome di Capristo fu quella successiva alla pubblicazione da parte del giornale “Il fatto quotidiano” di importanti intercettazioni telefoniche, che misero nei guai niente meno che il Ministro Fitto e lo stesso Angelino Alfano. L’inchiesta si è chiusa comunque il 22 dicembre scorso con l’archiviazione.

Indiscrezioni dicono che la guardia di finanza avrebbe analizzato documenti e computer allo scopo di trovare prove concrete sulla diffusione anticipata di informazioni riguardanti il declassamento del rating italiano.

L’accusa è dunque che le agenzie di rating abbiano tendenziosamente condizionato il mercato, attraverso la diffusione di notizie anticipate rispetto alle comunicazioni ufficiali successive. L’inchiesta non riguarda solo la sede della Standard & Poor’s oggetto ieri delle perquisizioni, ma anche l’agenzia Moody’s contestando ad entrambe il reato di aggiotaggio, manipolazione del mercato e di abuso di informazioni privilegiate.

Le inchieste partite dalla procura di Trani sono due. La prima iniziata a giugno del 2010 nei confronti di Moody’s, alla quale si contesta in particolare la diffusione di “giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti” sul sistema economico e finanziario italiano. La seconda inchiesta è partita nel maggio del 2011 e riguarda l’altra agenzia Standard & Poor’s e in questo caso sono sott’accusa gli analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer che firmarono i report negativi tra maggio e luglio dello scorso anno.

La procura di Trani è stata accusata di eccesso di protagonismo e di incompetenza territoriale; a questi il Procuratore Capo Carlo Maria Capristo ha replicato che “l’abbiamo e siamo pronti a dimostrarlo, non cerchiamo notorietà, ma di dare un contributo solido ed efficace.

Occorre dire che l’Adusbef e la Federconsumatori hanno presentato le proprie denunce anche in altre sedei, come la Procura di Milano e quella di Roma, senza che tuttavia vi fosse seguito investigativo.

Michele Ruggiero ha invece raccolto la sfida e sembra voglia battersi duramente, tanto che da quasi due anni per affrontare con competenza un tema scottante e ostico come quello del mercato finanziario e delle agenzie di rating, oltre ad essersi documento con cura ha in oltre chiesto pareri autorevoli al personaggi del calibro di Giulio Tremonti, Mario Draghi e Romano Prodi. Ruggiero aveva anche programmato un viaggio negli Stati Uniti allo scopo di meglio studiare i meccanismi che regolano le agenzie di rating e possibili conflitti d’interesse. Gli Stati Uniti però hanno vietato che queste indagini, sostenendo che le agenzie di rating non possono essere oggetto di indagine per le opinioni che esprimono.

In un comunicato stampa della Adusbef si legge che “da anni i report posticci ad orologeria, emessi da cricca del rating come Moody’s e Standard & Poor’s, come una lunga catena di clamorosi errori di valutazione su Parmalat, i Sub-Prime insalsicciati ed emessi sui mercati finanziari globali con il massimo di affidabilità ed analoga pagella di massima promozione offerta anche alla Lehman Brothers prima del fallimento, apprendono con soddisfazione che l’Europa vuole finalmente affrontare la questione di rating criminali emessi ad orologeria per speculare e destabilizzare.”

Negli scorsi giorni Mario Draghi ha dichiarato che occorre aumentare la concorrenza in questo settore, dice in oltre che bisognerebbe farne a meno delle agenzie di rating, dovrebbero comunque essere considerate come una delle componenti utili, ma non essenziali, per la valutazione del credito.

Lo stesso Olli Rehn vicepresidente della Commissione Europea, non ha usato mezzi termini e ha apertamente dichiarato che le agenzie di rating non sono indipendenti ma tenderebbero a favorire la speculazione anglo-americana.

Queste accuse non si basano su supposizioni o maldicenze, ma dipendono proprio dalla struttura e dalla composizione dello stesso azionariato delle agenzie di rating. Il riferimento è in particolare alla Società Capital World Investiment, una delle maggiori società che gestisce il risparmio americano e che è contemporaneamente azionista di Standard & Poor’s  per una quota del 10,26% ovvero una quota del valore di 28 milioni di euro, e anche uno dei maggiori azionisti di Moody’s con il 12,6% ovvero 30 milioni di euro di quota capitale. In aggiunta a quanto detto, vi sono poi altre banche e fondi di investimento americani con azioni investite proprio nelle due società di rating. Sarebbe dunque naturale, e fisiologico, per la composizione stessa del proprio azionariato che le agenzie di rating, avendo a disposizione i mezzi per farlo, influenzino attraverso le proprie valutazione, il mercato finanziario  condizionandone gli investimenti.

Nel comunicato stampa emesso quest’oggi dall’Adusbef e da Federconsumatori scrivono: “A due anni dalle denunce, Adusbef e Federconsumatori, sono scandalizzate dai colpevoli ritardi dei governi europei, dell’Unione e dell’European Sicurity Market Authoritym (ESMA) ennesimo ente inutile di controllo europeo, che hanno sottovalutato i pericoli derivanti da entità private oligopolistiche, come Moody’s, Fitch, Standard & Poor’s, nonostante i gravissimi conflitti di interessi presenti nel loro azionariato, sono riusciti a registrarsi nella sedicente autorità Esma il 31 ottobre scorso con il nullaosta della Consob”.

L’auspicio da parte delle associazioni di consumatori è che in attesa che si concludano le indagini, a queste agenzie venga sospesa la licenza da parte della stessa Esma e Consob. L’ideale sarebbe infine che queste agenzie venissero contrastate dalla costituzione in Europa di un istituzione simile alla DAGONG, la famosa agenzia di rating cinese fondata nel 1994 e con sede a Bijing, balzata aglio onori delle cronache per aver declassato il rating Usa (A+) nel novembre del 2010, sfidando e contrastando apertamente il giudizio delle concorrenti americane.

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